Dopo il primo impatto, duro senza mezzi termini, arrivare qui dalla reggia di via sella, mi sto abituando poco alla volta sempre di più.
Ci si adatta. Ho dormito un'oretta e fa freddo ma non freddissimo, forse di notte sarà più freddo. Nel qual caso, mi procurerò un'altra coperta o vestiti pesanti. Ho comprato un bicchiere per fare il tè con le foglie e tenerlo caldo, 4 litri d'acqua, due confezioni di spaghetti istantanei, una gavetta di metallo, una tazza di plastica per il caffè, del tofu secco piccante, una birra. Oggi è domenica e i ristorantini lungo la strada sono pieni di coppie che mangiano e conversano. Allora torno a contare 150 giorni, un numero finito, che si conclude, e sono sicuramente già un po' meno. Qui andrà benissimo, mi abituerò alla vita, mi farò spiegare come fare l'acqua calda nel bagno, poi con la baccinella ci si lava e come. È tutto vecchio e rotto che sta insieme come riesce, ma ecco . (C'è il frigo, ma è
staccato e intonso. Esso troneggia nell'ingresso. L'ho aperto per vedere se c'era un po' di posto per la mia roba e... c'è ancora la plastica degli imballi!).
Sono andata a fare un giro verso l'Università, che dista davvero poco. Ho trovato tanti localini dove spero andrò anche io a passare del tempo coi miei compagni di classe e con chi conoscerò. Avere degli amici sarà fondamentale. Questa prima settimana senza lezioni da questo punto di vista sarà la più dura. Kathy mi ha detto che la maggior parte degli studenti stranieri qui è asiatica, specialmente coreani. Da un lato bene, più occasioni di conoscere culture diverse, dall'altra un altro punto di debolezza per me! Per gli studenti asiatici è più facile, è un po' come per noi stare in un altro paese europeo: il cibo e la vita sono non identici ma prossimi ai loro. Non ho visto donne occidentali. Ho visto quattro ragazzi, due con una ragazza cinese a fianco, uno al bancomat con delle inquietanti scarpe da ginnastica verdi, uno che mi ha lanciato un'occhiata dolorosa, forse arrivato da poco. E anche una coppia, adesso che ci penso, con grandi valigie, che protrebbe essere qui per lo stesso motivo mio. Note positive. Vicino all'Università ho scovato
Tornando, ho attraversato una striscia di parco proprio davanti a casa (aperto fino alle 22 in inverno e alle 2230 in estate) con sentieri, montagnole, un rigagnolo, qualche bar. Da lì si vedevano crocchi di uomini di discutevano e giocavano a dama, altri che si esibivano schioccando la frusta, altri in una speciale forma di Taiqi, che prevede di far girare un filo di cui si tendono i due estremi, senza far cadere un doppio cono di plastica che si muove da un estremo all'altro. L'oggetto che si muove produce un sibilo che sembra una musica. Il parco è bello e comodo e adatto per lunghe passeggiate in ogni momento.
Con le foglie di tè dentro l'acqua di cucina fatta andare nel bollitore perde quel sapore atrocemente cattivo che altrimenti ha!
Sono andata a fare un giro verso l'Università, che dista davvero poco. Ho trovato tanti localini dove spero andrò anche io a passare del tempo coi miei compagni di classe e con chi conoscerò. Avere degli amici sarà fondamentale. Questa prima settimana senza lezioni da questo punto di vista sarà la più dura. Kathy mi ha detto che la maggior parte degli studenti stranieri qui è asiatica, specialmente coreani. Da un lato bene, più occasioni di conoscere culture diverse, dall'altra un altro punto di debolezza per me! Per gli studenti asiatici è più facile, è un po' come per noi stare in un altro paese europeo: il cibo e la vita sono non identici ma prossimi ai loro. Non ho visto donne occidentali. Ho visto quattro ragazzi, due con una ragazza cinese a fianco, uno al bancomat con delle inquietanti scarpe da ginnastica verdi, uno che mi ha lanciato un'occhiata dolorosa, forse arrivato da poco. E anche una coppia, adesso che ci penso, con grandi valigie, che protrebbe essere qui per lo stesso motivo mio. Note positive. Vicino all'Università ho scovato
- un 7 eleven, che rispetto agli altri supermercati è più pulito, ha cibo caldo cucinato ottimo per single con scarse doti e pochissime intenzioni culinarie, giornali (preso un china daily della domenica da leggere stasera).
- un salone di bellezza dove fanno depilazione.
Tornando, ho attraversato una striscia di parco proprio davanti a casa (aperto fino alle 22 in inverno e alle 2230 in estate) con sentieri, montagnole, un rigagnolo, qualche bar. Da lì si vedevano crocchi di uomini di discutevano e giocavano a dama, altri che si esibivano schioccando la frusta, altri in una speciale forma di Taiqi, che prevede di far girare un filo di cui si tendono i due estremi, senza far cadere un doppio cono di plastica che si muove da un estremo all'altro. L'oggetto che si muove produce un sibilo che sembra una musica. Il parco è bello e comodo e adatto per lunghe passeggiate in ogni momento.
Con le foglie di tè dentro l'acqua di cucina fatta andare nel bollitore perde quel sapore atrocemente cattivo che altrimenti ha!
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