sabato 26 maggio 2012

fotografie della settimana


panino di farina di riso con ripieno dolce di sciroppo caramellato.
insalata di loto piccante e torta dolce di riso e sesamo a vapore.
insegnante di cinese commerciale.
classe in preparazione alla gara canora (siamo arrivati terzi, ma a parimerito con altri).
rose a fianco della biblioteca.
compagna di classe giapponese (peccato si vede scorciata, lei è una vera principessa).
palco finale della serata durante la quale abbiamo cantato we are the world (al centro del palco riconoscerete sep vestito da sposo - faceva il presentatore - e per giunta con le lenti a contatto - deve essere davvero un traffico mettere le lenti a contatto)

domenica 20 maggio 2012

gusto cinese

a me piacerebbe che i cinesi avessero più fiducia in loro stessi anziché guardare tanto a occidente, che facessero vestiti moderni con gusto cinese nel taglio e nelle decorazioni - non dico il qipao, dico vestiti che si possano portare tutti i giorni - e che li indossassero loro per primi, che sviluppassero i loro propri oggetti di lusso, senz'altro non gli manca la tecnica né il repertorio, e la smettessero di spendere patrimoni a comprare louis vuitton gucci prada armani e imitazioni. a me poi louis vuitton pare davvero bruttissimo. 
sul mangiare poi non li compatisco. per me vedere un cinese adulto in carriera che mangia un big menu da asporto è uno schiaffo. il big menu è cattivo, fa male e costa assai più di un buon pasto cinese.
a shanghai pensano assai di più ai soldi che non qui, mi pare.
la mamma di fanli è venuta a trovarlo a pechino, da chengdu. gli ho chiesto com'è andata, cosa han fatto. mi ha detto, molto bene, abbiamo giocato a majiang. ieri con fanli dovevamo andare a vedere la città sotterranea. una cosa incredibile di cui c'è poca notizia. l'hanno aperta brevemente nel 2000 poi richiusa. ora è impossibile entrare. quindi ci siamo fermati in un posto a suo dire famoso a pechino che fa panini di riso ripieni di svariate cose. economici e così così. mi ha portato il suo libro di economia del primo anno: marxismo, principi fondamentali. ma è impossibile parlarne, con, lui, dice non lo sopporto, nessuno di noi lo sopporta, e chiude il discorso. fanli bigia le lezioni, studia per conto suo, gioca a pallacanestro e vuole venire a studiare a perugia.

sabato 19 maggio 2012

i love shopping & fine eating - capitolo dedicato:

chi mi conosce da vicino sa che mi scervello su questa questione dei consumi e della socialità legata ai consumi. mi sembra ultraverificato che meno mi ci devo immergere meglio sto. d'altra parte mi dico che è un obolo necessario alla vita di relazione, che le chiusure idologiche sono pericolose, che bisogna sperimentare i vari aspetti di una società per comprenderne le dinamiche, ed è un fatto che qui c'è abbondanza di cose non necessarie e un crescente numero di persone che le guarda, le prova, le conosce, le cerca, le soppesa, talora le compra. (infatti il mio compagno di classe pachistano e la mia compagna kazaka sono appassionati di vetrine e di acquisti, perché nei loro paesi non ci sono tutte queste cose da comprare). volontariamente derogare alla regola e scegliere attivamente di stare al gioco significa quindi accettare di entrare nel target e lasciarsi piovere addosso un dispiegamento di forze atte a condizionare i comportamenti per cui più che sperimentare il mercato diciamo ci si lascia sperimentare dal mercato. la sensazione che rimane è di più o meno forte alienazione. un consumatore felice è uno che compra e spende più del necessario, lasciando spazio a bisogni accessori la cui progressivamente raffinata soddisfazione dovrebbe dare un appagamento specialmente gradevole. il problema mio è che una volta appagati i bisogni elementari ovvero di essere nutrita, riparata, riposata e in salute, ho ingombranti bisogni immateriali concernenti la vita intellettuale e di relazione, rispetto ai quali sono senza mezzi termini viziata, e soddisfarli richiede mezzi, impegno, disciplina e coinvolge altri esseri umani. per questo non mi piace fare shopping e andare per locali: rispetto a quello che più mi serve, perdo tempo.
rating positivo: ho comprato vestiti sobriamente allegri e relativamente economici da uniqlo (catena giapponese) www.uniqlo.com e ho mangiato squisiti canestrini di fagottini pieni di carne e brodino al vapore al din tai fung (catena taiwanese) www.dintaifung.com.tw/en/index.asp

tang!

nel parco davanti a casa, un parco lungo tipo le caprette, c'è un rigagnolo che in questa stagione è secco e stagnante, e la sera si sentono forte le rane. quando fa già buio, dopo le dieci, capita che qualcuno suoni uno strumento a corde e canti, come si legge nelle poesie tang.

sommario dell'ultimo mese - cosa cambia

questo ultimo mese sono riuscita a scrivere meno del solito. lo ripercorro brevemente per spiegarvene i motivi.
la preparazione degli esami di medio periodo è stata assorbente e molto intensa e ci ha lasciati tutti, non solo me, parecchio stanchi e ci ha tolti ciascuno dalle proprie abitudini - le mie erano la lettura quotidiana del giornale, che compravo in edicola, e la lettura di testi semplificati o introduttivi di argomento economico. queste attività complicavano un po' il ragionamento sulle cose, portandolo su contenuti interessanti che le lezioni e le amicizie raramente affrontano, e potevo dedicarmici assiduamente non avendo altre occupazioni. la visita di vitto e il viaggio in shandong, il viaggio a shanghai per il compleanno di serena e subito dopo la visita di serena a pechino, le lezioni di italiano a fanli - regolari una volta alla settimana, l'amicizia con hajime - che mi coinvolge più o meno attivamente nelle sue vicende, l'inizio di un'attività con embassy pechino - iniziata spot da casa e che proseguirà un pomeriggio alla settimana in ufficio, hanno movimentato molto la mia vita disordinandola e togliendole quella pacatezza che fin qui mi permetteva di scrivere così a lungo. ho finito le pastiglie di antistaminico - col risorgere dell'allergia alla polvere che mi prende al risveglio e quando mi addormento - ed è cambiato il tempo - per diversi giorni ha fatto molto caldo, e tuttora c'è mediamente un'escursione termica di 17 gradi tra il giorno e la notte, e anche a queste cose il corpo si è dovuto abituare. dato il caldo mi sono dovuta decidere a comprare vestiti estivi, il che mi ha catapultato nel grande mondo dello shopping, e facendo vita meno ritirata per via delle persone che ho incontrato, sono uscita più spesso di prima (che era praticamente mai) al ristorante (che si differenzia dai chioschi sulla strada e non è quasi mai cinese). questa impennata dei consumi ha rotto un po' l'incanto e la perfetta quadratura della vita monastica.
[segue capitolo dedicato]
anche la scuola ha preso un passo più rocambolesco: abbiamo spesso compiti (sensati) di piccolo gruppo, e (uh!) due esibizioni canore la settimana prossima che richiederanno prove (una competitiva, karaoke cinese, con la classe - che come capoclasse mi chiama in causa essendo un evento ufficiale cui è obbligatorio partecipare secondo il regolamento scolastico e chiede anche coreografia e abiti, non fatela così facile; e una col comitato studentesco, non competitiva ma psicologicamente assai più faticosa - perché organizzata da hajime che è un perfezionista piombato le cui priorità mi sfuggono su vari livelli, e mi ha tirato dentro - la mia funzione si limita al sostegno morale, ovvero ad ascoltare lunghi discorsi sulla quantità di microfoni, quando è in buona, e su doveri e diritti della partecipazione volontaria, quando si mette male. ho fatto la mia parte e allego fieramente il volantino - l'ho fatto dall'aula studio, senza tavoletta grafica, stampabile in bianco e nero, il disegno era in rete) e diversi appuntamenti gastronomici e extrascolastici coi nostri insegnanti. è un mal di testa, ma tra un mese e poco finiscono le lezioni, considerato l'oscuramento delle menti dei 10 giorni pre-esame diciamo che resta un mese solo di lezione vera e propria, e anche per riguardo ai compagni di scuola - che difficilmente riincontrerò - e agli insegnanti - che si spendono molto umanamente per noi e mostrano di volere assolutamente rimanere in contatto - si cerca di dare il meglio anche in questi contesti un po' improbabili.
questa cosa dei compagni di scuola e di casa dei soggiorni all'estero non è da sottovalutare. i primi tempi qui mi tornavano continuamente in mente i miei compagni di scuola e di casa di taipei, con una forza spaventosa. stando così lontano si trasferisce temporaneamente la sfera affettiva di sopravvivenza quotidiana e per quanto non siano relazioni in cui si riesca ad entrare interamente, per il tempo breve e a scadenza e per l'azzardo culturale costante, sono tuttavia fondamentali per l'equilibrio mentale: senza queste sarebbe davvero una grande strana opaca solitudine.
adesso che vi ho spiegato, chiarito il contesto a grandi linee, andrò meglio a documentare i prossimi tempi.
e in un prossimo post vi parlerò dei miei coinquilini. 







poster commemorativi per il 9 maggio.
tagliatelle in brodo e spaghetti freddi.
le due compagne thai alle prove di canto domenica
(quella con la coda di cavallo avrà il microfono femminile
per la gara di karaoke di mercoledì, essendo di fatto la
più intonata).

il sogno della camera rosa

ho sognato una grande casa rosa con le ruote. non era grande in assoluto, ma per avere le ruote sì.